FEDERARCHITETTI BENEVENTO: Prosegue la valorizzazione delle Architetture Rurali Tipiche del Sannio Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 15 Dicembre 2013 20:55

CON IL SEMINARIO "LA FABBRICA DEL PAESAGGIO: LE ARCHITETTURE RURALI" FEDERARCHITETTI BENEVENTO PROSEGUE NELL'AZIONE DI VALORIZZAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI E CULTURALI DEL TERRITORIO

Si è parlato  di ‘La fabbrica del paesaggio - le architetture rurali" nell’incontro 10 dicmbre al DEMM nell’ambito del ciclo di Seminari sulla ‘Governance dei Beni Culturali’ organizzati da Rossella Del Prete. 
Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento DEMM. Giuseppe Marotta, l’ampia relazione dell’architetto Nazzareno Iarrusso, presidente della Federarchitetti di Benevento.

“Siamo molto interessati al recupero dei beni culturali che , per competenza, è affidato propRio a noi architetti- ha esordito Iarrusso - e riteniamo che questo possa essere volano di sviluppo per l’intero territorio”.
Per fabbrica del territori si intende la costruzione artificiale dei luoghi derivante dall’azione dell’uomo sul territorio. 
Per la Federarchitetti  il problema non è solo l’operazione di riqualificazione del bene, ma è farlo diventare un elemento di plusvalore per la comunità tale da connotarlo a simbolo dell’identità locale, senza trascurare le potenzialità occupazionali: “È necessario utilizzare molta manodopera  -afferma l'arch. Nazzareno Iarrusso, presidente della Federarchitetti Benevento - sia per la fase di ricerca (archivistica, iconografica, tipologica) sia per gli aspetti esecutivi (architetti, imprese di costruzioni ecc). Oltre all’indotto nella fase successiva: enogastronomia, turismo, manutenzione del territorio, rilancio delle produzioni agricole tipiche.Occorre però stabilire se la civiltà contadina del passato possa costituire  o meno patrimonio culturale e se tale patrimonio possa costituire sviluppo economico del territorio di pertinenza. Sappiamo da anni che una risorsa fondamentale di grossa attrattività del nostro Paese, per la domanda turistica internazionale, è costituita dall'immenso patrimonio artistico, storico, e culturale e non vi è dubbio che anche le testimonianze delle civiltà contadine facciano parte integrante ed inscindibile dei beni culturali del popolo italiano in generale, le cui radici affondano proprio nelle culture e nelle tradizioni contadine.In un economia ormai globalizzata, il locale si confronta con il globale e l'integrazione tra i due elementi avviene attraverso l'unicità dell'offerta.  Rispetto ai prodotti industriali e commerciali che possono realizzarsi in qualsiasi posto del mondo, i beni culturali possono offrire questa unicità perchè essi non sono ripetibili essendo collocati solo in quel luogo (per vedere il Colosseo bisogna recarsi solo a Roma, per vedere l'arco di Traiano bisogna recarsi solo a Benevento, per vedere la torre Eiffel occorre recarsi solo a Parigi).L’architettura – continua l’arch. Iarrusso - rappresenta uno degli elementi di maggior peso per giungere all'Identità Locale perchè è il bene di immediata percezione visiva che trasmette nel visitatore l'immagine che porterà a casa e farà parte della sua esperienza vissuta in quel luogo. Per il visitatore sarà il marchio o, usando il termine anglosassone, brand che identificherà quel luogo e quel territorio.” Poi si è descritto il lavoro, finito poi in un pubblicazione, di recupero di alcune opere rurali con gli interventi degli architetti Maria Rosaria Guarino e Antonia Mainolfi con una relazione dal titolo «I segni dell’acqua»; dell’arch. Antonio Iannelli su «Le chiese rurali»; dell’arch. Carla Ferraro e dell’ing. Giovanni Ruggiero su «L’altra faccia di Sant’Agata. Progetto Integrato di recupero delle architetture rurali di S. Agata dei Goti» e dei riconoscimenti ricevuti da quest’ultimo progetto .