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Federarchitetti: la riforma della P.A. varata dal governo va nella giusta direzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 19 Giugno 2014 19:39
PER FEDERARCHITETTI IL DECRETO LEGGE DI RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE INIZIA AD ELIMINARE LE FUNZIONI IMPROPRIE SVOLTE DAGLI UFFICI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
 

Federarchitetti accoglie con soddisfazione alcune misure del D.L. Pubblica Amministrazione, tra cui la soppressione dell’incentivo per la progettazione interna agli uffici, che rappresenta il segnale di una svolta del Governo verso provvedimenti che possono restituire maggiore

 trasparenza nei lavori pubblici e speranze di ripresa anche per le libere professioni tecniche.

Negli scorsi anni, Federarchitetti, unico tra i soggetti di rappresentanza del comparto libero professionale, ha  sottoposto con continuità all’attenzione dei precedenti Governi le molteplici conseguenze negative derivanti dalle funzioni improprie svolte dagli Uffici delle P.A., sostenute da incentivi extra, quali il 2% loro attribuito, con alterazioni sulla trasparenza delle procedure, l’efficacia dei controlli, la qualità delle prestazioni, i ritardi negli impegni ordinari di servizio, oltre all’erosione del mercato del lavoro ad un settore contornato da ulteriori forti difficoltà.

Riteniamo quanto mai opportuno che in sede di dibattito parlamentare e di conversione in legge, non permangano ambiguità sulla definizione del differente ruolo di programmazione e controllo degli Enti Pubblici rispetto la prestazione di servizi dei soggetti esterni: da un lato chi fornisce servizi dall’altro chi programma e controlla, da un altro ancora chi verifica, senza commistione di ruoli e con precise responsabilità.”, così ha sottolineato la notizia Paolo Grassi, presidente nazionale di Federarchitetti.

Ma anche altri provvedimenti costituiscono un positivo riscontro del Governo a quanto da tempo evidenziato da Federarchitetti, come l’opportuna mobilità del personale interno alle P.A.

Per quanto riguarda il contenimento dei requisiti di partecipazione alle gare di progettazione, tra cui quello del fatturato pregresso e del personale tecnico, questi sono ritenuti un primo passo, purtroppo ancora non sufficiente per consentire una più ampia partecipazione alle gare, non vincolata e non limitata a soggetti “forti”, con una notevole compressione del libero mercato dei servizi tecnici. Occorrerà approfondire il tema per ottenere vincoli meno stringenti per l’accesso ai giovani, per agevolare le associazioni interprofessionali e per non perseverare nell’espulsione dal mercato pubblico dei liberi professionisti.

In attesa di ulteriori misure costituenti supporto allo sviluppo delle potenzialità delle classi professionali, emergono congruenti responsabilità, per gli Ordini professionali, di monitorare non solo il mondo dei liberi professionisti, ma anche l’osservanza dei ruoli e gli sconfinamenti dei dipendenti pubblici.

Per Federarchitetti l’auspicio è che interventi di legittimità ed equilibrio sociale, trasmettitori di benefici alla collettività ed al settore imprenditoriale, vengano saldamente salvaguardati dalle pressioni di ogni soggetto portatore di interessi di parte.

Nel campo dei privilegi restano necessari ulteriori interventi per ripristinare una ripresa armonica del settore, tra cui: la partecipazione alle gare di progettazione di soggetti impropri, quali l’Università o le società partecipate; il doppio lavoro dei dipendenti pubblici o dei docenti universitari, i cui divieti sono spesso e pubblicamente elusi per assenza di controlli; la trasparenza dell’intero processo di realizzazione delle opere pubbliche con precisi riscontri in appositi siti dedicati.