POS per i professionisti: per la Banca d'Italia si può non usarlo se c'è accordo con il cliente PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 15 Dicembre 2013 20:20

LA BANCA D'ITALIA RISPONDE A FEDERARCHITETTI CHIARENDO CHE IL PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO PUO' AVVENIRE IN BASE AGLI ACCORDI STABILITI CONTRATTUALMENTE CON IL COMMITTENTE

Possibile accettare pagamenti con altre modalità, per esempio bonifici, carte di credito o prepagate, in base agli accordi con il cliente.L'articolo 15 del decreto Crescita Bis non introduce un obbligo di utilizzo della carta di debito a carico del pagatore, bensì un obbligo di accettazione della carta di debito a carico del venditore  di beni e servizi.Quest'obbligo è regolarmente adempiuto quando il venditore si dota del dispositivo di accettazione; pertanto, resta la possibilità di accettare pagamenti con altre modalità, per esempio bonifici, carte di credito o prepagate, in base agli accordi che di volta in volta sono liberamente assunti nel rapporto contrattuale tra venditore e acquirente.Lo ha precisato la Banca d'Italia nella sua risposta alla nota del 1° ottobre 2013 con la quale il presidente di Federarchitetti (Sindacato nazionale degli architetti liberi professionisti), Paolo Grassi, ha espresso riserve in merito all'applicabilità alla categorie professionali degli architetti e ingegneri della norma di cui all'articolo 15 del DL 179/2012 (Decreto Crescita Bis) che sancisce a decorrere dal 1° gennaio 2014 l'obbligo per i soggetti che effettuano vendita di beni e servizi, anche professionali, di accettare pagamenti con carte di debito.Mancano i decreti attuativiL’attuazione dell’obbligo è subordinata all’emanazione di alcuni decreti attutivi, che potranno prevedere l’estensione ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici, anche con tecnologie mobili. Finora questi decreti attuativi interministeriali (Sviluppo economico di concerto con l’Economia e Finanze sentita la Banca d’Italia) non sono stati ancora emanati. Un emendamento alla legge di stabilità per il rinvio dell'obbligo del POS dal 2014 al 2015 è stato bocciato dalla commissione Bilancio della Camera, ma la partita è ancora aperta e probabilmente, mancando i decreti attuativi, il Governo presenterà una proroga.La lettera di FederarchitettiNella nota, inviata al governatore della Banca d'Italia e ai ministri dello Sviluppo economico e dell'Economia e Finanze, Federarchitetti ha evidenziato che “per gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti il costo del POS, attendibilmente stimato tra i 250 e i 350 €uro l’anno, oltre le commissioni sul transato (2% circa), andrebbe ad aggiungersi ai recenti nuovi costi (contributi minimi Inarcassa, Assicurazione obbligatoria, formazione continua) e renderebbe sempre più difficile la sostenibilità della professione”. Il sindacato ha inoltre ricordato che i corrispettivi anche per le attività professionali sono quasi sempre superiori ai massimali delle più comuni carte di debito, e che i pagamenti tramite carte di debito non costituiscono un rimedio efficace contro la presunta evasione fiscale dei liberi professionisti, né impediscono l’utilizzo di sistemi di pagamento non tracciabili. Federarchitetti ha quindi avanzato la richiesta di cancellare, almeno per gli architetti e gli ingegneri, la norma di cui al comma 4 dell’art. 15 del DL 179/2012; e ha ribadito la proposta di prevedere che, alla presentazione delle DIA o delle SCIA o di altri documenti, o al ritiro del permesso di costruire o di altri titoli abilitativi, sia obbligatoriamente esibita la fattura del professionista incaricato regolarmente quietanzata, in modo da contribuire alla lotta all’evasione fiscale.La risposta di BankitaliaNella sua risposta, la Banca d'Italia ha innanzitutto ricordato la finalità della norma contestata, che è quella di “promuovere l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronico nella transazioni commerciali, al fine anche di favorire una più efficace azione di contrasto a fenomeni di illecito in campo finanziario e fiscale. Essa si inquadra in un più ampio insieme di iniziative condotte a livello istituzionale, alcune delle quali volte a creare le condizioni per una generale riduzione dei costi di accettazione delle carte di pagamento; si fa riferimento, in particolare, a un altro decreto ministeriale di prossima emanazione, ai sensi dell'art. 12, comma 10, del DL n. 201/2011, contenente misure per accrescere la comparabilità e la trasparenza delle commissioni applicate agli esercenti.La Banca d'Italia osserva inoltre che “il mercato delle soluzioni POS offre oggi prodotti sempre più avanzati e diversificati sotto il profilo sia tecnologico sia tariffario; soluzioni innovative sono disponibili per l'accettazione di pagamenti anche al di fuori dei tradizionali punti vendita, ad esempio attraverso l'utilizzo di dispositivi mobilicollegabili a computer, smartphone o tablet, con formule tariffarie spesso a misura delle diverse categorie di clientela.

Infine, Bankitalia precisa che “il citato art. 15 non introduce un obbligo di utilizzo a carico del pagatore, bensì un obbligo di accettazione della carta a carico del venditore di beni e servizi: detto obbligo sarebbe regolarmente adempiuto allorché il venditore si munisse del dispositivo di accettazione; resterebbe quindi impregiudicata lapossibilità di accettare pagamenti con altre modalità, quali ad es. bonifici, carte di credito o prepagate, in base agli accordi che di volta in volta saranno liberamente assunti nella relazione contrattuale tra venditore ed acquirente.

 

 

 

fonte: Casa & Clima.com