INARCASSA: E' di poco inferiore alla sanzione la mora per lo slittamento dei contributi al 30 aprile PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 19 Gennaio 2013 13:03

INARCASSA: LA MORA PER LO SPOSTAMENTO AL 30 APRILE 2013 DEL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI A DICEMBRE 2012 E' DI POCO INFERIORE ALLA SANZIONE PREVISTA DAL REGOLAMENTO 

Per l'iscritto ad INARCASSA che ha deciso di spostare al 30 aprile 2013 il pagamento dei contributi  dovuti a saldo il 31 dicembre 2012 la mora da pagare è di poco inferiore alla sanzione prevista dal Regolamento.

Come si sa, il Consiglio di Amministrazione di INARCASSA, nell'ottobre 2012, ha deliberato

 di consentire che il saldo del conguaglio dei contributi previdenziali relativi all’anno 2011, previsto per il 31/12/2012, possa essere versato entro il 30/04/2013 con l’applicazione di un interesse dilatorio nella misura del 2% fisso.

Da verifiche effettuate, tale interesse dilatorio nella misura del 2% fisso risulta di poco inferiore a quanto dovrebbe pagare l'iscritto ad INARCASSA se applicasse la sanzione del 2% mensile previsto all'art. 13 del "Regolamento Generale Previdenza 2012".

Infatti, il professionista che decide di aderire alla proposta offerta dal Consiglio di Amministrazione è considerato come soggetto che ha ritardato il versamento della contribuzione la cui irregolarità può essere sanata mediante il pagamento dei contributi evasi. Su tali importi vengono applicate le sanzioni previste all'art. 10, comma 1 del regolamento ridotte del 70 %.

Facciamo un esempio. L'iscritto, arch. Mario Rossi, decide di rinviare il saldo contributivo di € 1.000,00 dovuto ad INARCASSA per pagarlo il 30 aprile 2013.

Se aderisce al provvedimento emanato dal Consiglio di Amministrazione deve corrispondere, oltre ai contributi dovuti, l'interesse dilatorio del 2 % fisso, ossia € 20,00 che sarà riscosso con la prima o seconda rata del contributo minimo.

Vediamo, invece, a quanto ammonta la sanzione che dovrebbe pagare l'arch. Rossi se non fosse stato emanato il provvedimento dal Consiglio di Amministrazione e decidesse di corrispondere il 30 aprile 2013 il debito dovuto ad INARCASSA.

L'art. 10, comma 1, del Regolamento Generale Previdenza 2012 prevede che il ritardo nei pagamenti dei contributi dovuti ai sensi degli artt. 4 e 5 del presente Regolamento comporta una maggiorazione pari al 2 per cento mensili, fino ad un massimo del 60 per cento, dei contributi non corrisposti nei termini.

Dal 1° gennaio 2013 al 30 aprile 2013 sono complessivamente 4 mesi, per cui la sanzione per il mancato pagamento ammonta a complessivo 8 % (2% mensile x mesi 4).

Per il pagamento delle somme dovute, però, l'arch. Rossi potrà avvalersi del Ravvedimento Operoso previsto dell'art. 13 del Regolamento innanzi citato, per cui la sanzione è ridotta del 70% ed è così determinata:

sanzione = € 1.000,00 x 8 % - (€ 1.000,00 x 8 % x 70 %) = € 24,00

Come si può notare la differenza tra i due valori è minima (solo € 4,00), ovvero, in termini percentuali, si passa dal 2 % del primo caso al 2,4 % della seconda ipotesi.

Nell'intento del Consiglio di Amministrazione di INARCASSA, il rinvio del pagamento dei contributi previdenziali dovuti dal professionista al 31.12.2012, derivava dalla costatazione della crisi economica che ha investito anche il mondo professionale e, quindi, della necessità di venire incontro a tale difficoltà dando la possibilità agli stessi di rinviare il pagamento di quattro mesi con un interesse dilatorio del 2 % fisso che, calcolato nell'anno solare, ammonta a circa all'8 % annuo.

 

E' apprezzabile l'interesse manifestato dal Consiglio di Amministrazione sull'argomento, ma, alla luce di quanto sopra, sarebbe stato opportuno effettuare un'agevolazione più consistente.

 

In buona sostanza, la tematica da luogo alle seguenti riflessioni:

 

1) - Sarebbe opportuno indicare il giusto tasso d'interesse sulle somme dovute da coloro che decidono di rinviare il pagamento al 30/04/2013 soprattutto per dare la possibilità al  collega di valutare se aderire all'iniziativa o rivolgersi ai canali finanziari a lui più vicino. Indicare il tasso dilatorio del 2% fisso può indurre in errore il collega che pensa magari di risparmiare aderendo all'iniziativa mentre potrebbe ottenere prestiti con tassi a lui più vantaggiosi rivolgendosi all'istituto bancario di fiducia.

 

2) - Lo Stato, per il pagamento delle tasse all'Agenzia delle Entrate, consente, in alcuni casi,  l'applicazione di un interesse del 0,4 % per il ritardo dei pagamenti da parte del contribuente che raggiunge il limite massimo del 6% annuo se ciò avviene con ravvedimento operoso. Visto che il Consiglio di Amministrazione di INARCASSA  vuole venire incontro alle esigenze del professionista in difficoltà economiche non è più giusto ricondurre l'interesse sulle somme dovute applicando gli stessi interessi che applica lo Stato?

 

3) - Non sarebbe più opportuno ricondurre il tasso dilatorio all'1% come avvennuto nel 2011 quando l'economia era in una fase meno recessiva di quella del 2012 e di quella attuale?

 

4) - Sarebbe interessante sapere se queste somme extra, dovute dall'iscritto, vadano a rinpinguare il fondo INARCASSA destinato ai professionisti in difficoltà economica o se, invece, è l'interesse dovuto alla Banca Tesoriere per l'anticipazione di cassa di fine anno.

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Gennaio 2013 22:04 )