DIGNITA' E DECORO DELLA PROFESSIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 10 Aprile 2009 07:58

Con una lettera aperta al CNAPPC e agli Ordini Provinciali, il Consigliere Nazionale Aldo Olivo, 

delegato di FEDERARCHITETTI, pone l'accento sulla questione della dignità e del decoro della 

professione.  

 

LETTERA APERTA 

Cari colleghi, è sempre più difficile svolgere la libera professione in Italia. La crisi mondiale di 

questi giorni è solo l’ultima grande difficoltà di un settore ormai da molto tempo in crisi. 

Se i fattori che hanno contribuito ad avviare ed acuire questo stato di crisi sono molteplici e 

variegati, frutto di vecchie e nuove scelte, certamente l’ormai famigerato Decreto Bersani è 

divenuto rapidamente uno dei pilastri di questo stato di cose.  

Con questo non intendiamo affermare che il mantenimento dei minimi tariffari avrebbe garantito la 

qualità sia professionale che del sistema; fummo tra i primi a sostenere che quello delle Tariffe 

professionali era un falso problema in uno scenario in cui imperava l’ipocrisia di leggi vuote, 

contraddittorie, senza reale comprensione del contesto in cui si trovavano ad agire, non rispettose di 

ruoli e sapienze. 

La questione però è un’altra. Quello che temevamo e che denunciammo si è purtroppo avverato, 

addirittura oltre ogni più pessimistica valutazione. All’epoca, e ancora oggi lo affermiamo, 

credevano che fosse più utile alla società (non solo alla libera professione come molti sostenevano) 

riformare e non abrogare un sistema, quello tariffario, che aveva opportunità e margini di 

miglioramento, che era necessario procedere ad una revisione per rendere attuali tariffe obsolete 

rispetto ad una società ormai complessa e anche per rispondere alle sfide europee che ci aspettano. 

Siamo purtroppo giunti a quel far west che temevamo. 

Purtroppo il legislatore ha applicato in maniera distorta un liberismo d’accatto che oggi ci porta ad 

assistere ad episodi di malaprofessione nel silenzio dei nostri vertici istituzionali nazionali. 

Silenzio che però non appartiene alla FEDERARCHITETTI che intende qui denunciare questi 

episodi ed il silenzio del nostro Consiglio Nazionale. 

Ognuno di noi, ormai, può raccontare di episodi in cui pubbliche amministrazioni affidano incarichi 

professionali con ribassi “terrificanti”; io personalmente ho visto atti pubblici in cui venivano dati 

incarichi a professionisti esterni con ribassi che superavano anche il 90 % del compenso pattuito. 

Episodi ancora più tristi quando il nostro interlocutore pubblico è un collega che, messo dietro una 

scrivania, diventa un censore dimentico di tutto quello per cui ha studiato e che nulla vuole 

comprendere. 

QUESTO NON È PIÙ TOLLERABILE! 

Oltre ad esprimere un vivo disappunto però è necessario anche comprendere se e cosa è possibile 

fare visto che anche le norme deontologiche sono state cambiate e situazioni come sopra descritte 

non possono, apparentemente, essere perseguite. 

La FEDERARCHITETTI non vuole accettare supinamente questa situazione, non vuole che tutto 

questo continui senza che nulla accada, non comprende il silenzio del nostro CNA. 

Il nostro Consiglio nazionale è ormai il paladino dell’inutilità, così preso a difendere una legge 

sulla qualità che certamente esprime dei principi universali da tutti condivisibili ma che evita 

accuratamente di “interferire” con una realtà devastata da un quotidiano distante anni luce dal 

mondo ovattato ed etereo della Qualità architettonica. Con questo non vogliamo dire che le battaglie 

di principio non siano importanti ma crediamo che debbano essere “corroborate” da iniziative ed 

azioni anche mirate a tutelare l’oggi di una figura, quella del libero professionista, che altrimenti 

rischia di soccombere alle tante spinte negative. 

La FEDERARCHITETTI quindi crede che sia necessario agire, ritiene che sia importante 

assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo e per questo chiede al CNA e ai consigli 

provinciali (unici deputati al rispetto delle norme deontologiche) di agire con tempestività e 

durezza. 

L’articolo 1 delle norme deontologiche, infatti, recita: Nell'esercizio della professione, l’iscritto 

deve uniformare il proprio comportamento ai principi deontologici di tutela della dignità e del 

decoro della professione.  

L’Articolo 2, poi, chiarisce che: Le presenti norme valgono in qualunque forma venga esercitata la 

professione sia libera che dipendente, pubblica o privata. 

Preso atto che non è più possibile perseguire un professionista per il mancato rispetto dei minimi 

tariffari, sempre nel rispetto delle norme deontologiche, la FEDERARCHITETTI chiede al CNA 

e agli ordini provinciali di: 

istituire osservatori per individuare tutti gli episodi di malaprofessione monitorando le 

pubbliche amministrazioni, e denunciare tutti i casi, agendo con tempestività, per impedire 

che la dignità ed il decoro della professione siano calpestate;  

perseguire con rigore e durezza tutti quei colleghi, sia dipendenti pubblici che liberi 

professionisti, che con il loro comportamento offendono la dignità ed il decoro professionale 

con sentenze deontologiche esemplari che servano da monito a tutti. Questo argomento 

infatti è solo apparentemente una semplice questione di onorari. Non possiamo nasconderci 

dietro il dito del mero aspetto economico; svolgere un incarico, qualunque esso sia, con 

onorari ribassati del 90% avrà il solo risultato di far aumentare progetti di scarso valore sia 

dal punto di vista concettuale che procedurale; aumenteranno i ricorsi, le cause per errore 

progettuale, insomma la dignità ed il decoro della nostra professione e quindi dell’Ordine 

saranno definitivamente abbandonati in una corsa all’accaparramento di tanti incarichi al 

solo scopo di poter sopravvivere innescando una vera guerra tra poveri;  

sensibilizzare anche gli altri ordini e collegi per una battaglia che ci vede tutti insieme.  

Ci saremmo aspettati proposte analoghe dal Consiglio Nazionale ma purtroppo dobbiamo assistere 

all’ennesimo atto di silenzio. La tutela della qualità, della dignità, del decoro e la difesa della 

professione passano anche attraverso queste azioni. 

Chiediamo sentenze deontologiche esemplari che ristabiliscano almeno il rispetto di quei valori in 

cui tutti noi dovremmo credere. È altresì evidente che se siamo i primi a non avere fiducia nel 

nostro lavoro, in quello che rappresentiamo, a quanto possiamo dare al sistema paese, come pensare 

di poter affrontare le sfide di un domani sempre più complesso. 

 

arch. Aldo Olivo, Consigliere Nazionale delegato FEDERARCHITETTIazioni anche mirate a tutelare l’oggi di una figura, quella del libero professionista, che altrimenti 

rischia di soccombere alle tante spinte negative. 

La FEDERARCHITETTI quindi crede che sia necessario agire, ritiene che sia importante 

assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo e per questo chiede al CNA e ai consigli 

provinciali (unici deputati al rispetto delle norme deontologiche) di agire con tempestività e 

durezza. 

L’articolo 1 delle norme deontologiche, infatti, recita: Nell'esercizio della professione, l’iscritto 

deve uniformare il proprio comportamento ai principi deontologici di tutela della dignità e del 

decoro della professione.  

L’Articolo 2, poi, chiarisce che: Le presenti norme valgono in qualunque forma venga esercitata la 

professione sia libera che dipendente, pubblica o privata. 

Preso atto che non è più possibile perseguire un professionista per il mancato rispetto dei minimi 

tariffari, sempre nel rispetto delle norme deontologiche, la FEDERARCHITETTI chiede al CNA 

e agli ordini provinciali di: 

istituire osservatori per individuare tutti gli episodi di malaprofessione monitorando le 

pubbliche amministrazioni, e denunciare tutti i casi, agendo con tempestività, per impedire 

che la dignità ed il decoro della professione siano calpestate;  

perseguire con rigore e durezza tutti quei colleghi, sia dipendenti pubblici che liberi 

professionisti, che con il loro comportamento offendono la dignità ed il decoro professionale 

con sentenze deontologiche esemplari che servano da monito a tutti. Questo argomento 

infatti è solo apparentemente una semplice questione di onorari. Non possiamo nasconderci 

dietro il dito del mero aspetto economico; svolgere un incarico, qualunque esso sia, con 

onorari ribassati del 90% avrà il solo risultato di far aumentare progetti di scarso valore sia 

dal punto di vista concettuale che procedurale; aumenteranno i ricorsi, le cause per errore 

progettuale, insomma la dignità ed il decoro della nostra professione e quindi dell’Ordine 

saranno definitivamente abbandonati in una corsa all’accaparramento di tanti incarichi al 

solo scopo di poter sopravvivere innescando una vera guerra tra poveri;  

sensibilizzare anche gli altri ordini e collegi per una battaglia che ci vede tutti insieme.  

Ci saremmo aspettati proposte analoghe dal Consiglio Nazionale ma purtroppo dobbiamo assistere 

all’ennesimo atto di silenzio. La tutela della qualità, della dignità, del decoro e la difesa della 

professione passano anche attraverso queste azioni. 

Chiediamo sentenze deontologiche esemplari che ristabiliscano almeno il rispetto di quei valori in 

cui tutti noi dovremmo credere. È altresì evidente che se siamo i primi a non avere fiducia nel 

nostro lavoro, in quello che rappresentiamo, a quanto possiamo dare al sistema paese, come pensare 

di poter affrontare le sfide di un domani sempre più complesso. 

 

arch. Aldo Olivo, Consigliere Nazionale delegato FEDERARCHITETTI 


Ultimo aggiornamento ( Sabato 18 Aprile 2009 17:25 )