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Elezioni Ordine degli Architetti di Benevento PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 11 Ottobre 2009 22:40

IL MALESSERE MANIFESTATO CON IL NON VOTO

Si sono concluse le elezioni ai vari Ordini Provinciali tra cui l’Ordine degli Architetti di Benevento.

Il dato che emerge dal voto locale, in buona parte similare agli altri contesti, è la scarsa partecipazione degli iscritti  alla votazione che, nel caso di Benevento, arriva al 55,81 %.

Altro elemento emerso dalla competizione elettorale locale è la scelta del collega a non esprimere preferenze; in buona sostanza, l’iscritto, anche se si è recato a votare, ha preferito non esprimere alcuna preferenza o a non votare l’intera ed unica lista candidata. In questo caso abbiamo che, su 346 votanti, oltre il 35 % - cioè più di un terzo - ha preferito optare per tale condizione. Infatti, tra i voti conseguiti dal primo eletto (223) e quello dei votanti (346) vi è uno scarto di ben 123 voti che rappresenta la percentuale innanzi determinata.

Se invece si analizza il dato elettorale sul totale degli aventi diritto al voto si scopre che il primo degli eletti rappresenta poco più del 28 % degli iscritti per cui i non votanti rappresentano oltre il 71 % degli aventi diritto al voto.

Tale dato deve fare riflettere sul malessere dell'iscritto e sul ruolo che ormai riveste l’Ordine professionale nell’immaginario collettivo degli stessi iscritti.

I più hanno sempre inteso l’Ordine Professionale di appartenenza come l’istituzione deputata a rappresentare gli iscritti e difenderli rispetto agli attacchi provenienti da altre istituzioni o dalla società civile ed economica. Tale convinzione è stata alimentata dagli stessi vertici che negli anni hanno confuso gli iscritti e costituito organismi - vedi CUP - per acquisire maggiore visibilità sia rispetto agli iscritti che nei confronti della classe dirigente nonché per rivendicare la rappresentatività socio - economica dell’intera categoria.

Tali velleità non hanno mai sortito alcun risultato poiché gli Ordini, essendo delle istituzioni pubbliche (sono sotto il diretto controllo del Ministero di Grazia e Giustizia) i cui ambiti di operatività sono regolate da precise norme di leggi, non possono acquisire la rappresentatività socio-economica degli iscritti che la legge riserva alle Associazioni e Sindacati.

In buona sostanza, l’iscrizione all’Ordine è resa dalla legge obbligatoria per esercitare l’attività professionale (e non anche per rappresentare gli iscritti), mentre l’iscrizione alle Associazioni e Sindacato rientra nella sfera della soggettività di chi vuol farsi rappresentare rispetto a tematiche di interesse comune.

Chi si è mosso in questi anni sui temi innanzi evidenziati ha ottenuto dallo Stato il riconoscimento di Parte Sociale (rappresentanza della categoria) e tra questi figura anche la Federarchitetti, tramite la Confedertecnica di cui è aderente. 

 

Allegati:
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Ottobre 2009 09:28 )