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E' deceduto l'arch. Carlo Daniele figura storica della Federarchitetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 07 Febbraio 2010 17:16

DECEDUTO L'ARCHITETTO CARLO DANIELE PER DIVERSI ANNI PRESIDENTE FEDERARCHITETTI E FONDATORE DI CONFEDERTECNICA.

E’ deceduto Carlo Daniele, architetto e figura storica di Federarchitetti e della rappresentanza delle libere professioni.

Dalla firma del primo contratto collettivo per i dipendenti degli studi professionali nel 1978 all’intensa attività svolta come Presidente di Federarchitetti dal 1983 al 2005, Carlo Daniele si è distinto per essere stato tra i primi a credere nei valori della libera professione e tra coloro che hanno sostenuto la progressiva crescita dell’associazionismo sindacale.

Fu tra i fondatori di Confedertecnica, la Confederazione dei Sindacati delle Libere Professioni Tecniche che riunisce Federarchitetti, Federgeometri, Federperiti Industriali e Inarsind, per la quale ottenne dal Ministero del Lavoro il riconoscimento di Parte Sociale nel 2001, frutto anche di una personale intensa, paziente e caparbia attività, della quale vantava un giusto merito.

Da Presidente di Confedertecnica fu inoltre tra gli artefici dell’accordo interconfederale del 7 novembre 2003, tra Consilp-Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil che portò alla costituzione di Fondoprofessioni, il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate, e successivamente di C.A.DI.PROF., la Cassa di Assistenza Sanitaria Supplementare per i Dipendenti degli Studi Professionali.

Carlo Daniele amava definire le professioni tecniche come “le professioni del progetto” di cui rivendicava la rappresentanza “reale” dei liberi professionisti, ben distinguendola da quella istituzionale del sistema ordinistico che, nel caso degli architetti e degli ingegneri, hanno all’interno dei propri albi pubblici dipendenti.

In tema di rapporti e di conflitti tra le professioni tecniche sosteneva l’importanza delle società interprofessionali, strumento ideale per superare i conflitti per le competenze, ma era sui tecnici che avevano scelto di esercitare da pubblico dipendente che concentrava le proprie attenzioni, indicando la troppo frequente “concorrenza sleale” da parte dei “controllori del controllo”.